Tarocchi
Le Carte del Tarocco di Marsiglia
In questa sessione ci occuperemo di analizzare nel dettaglio le varie figure del Tarocco di Marsiglia, il mazzo di carte più conosciuto ed utilizzato nel campo della cartomanzia, fornendo al contempo le possibili chiavi di lettura di ogni singola carta. Le carte consentono di comprendere meglio i diversi aspetti e gli avvenimenti della vita, riuscendo in alcuni casi ad anticiparne o prevederne gli effetti.
I Tarocchi sono costituiti da 22 Arcani Maggiori e 56 Arcani Minori, per un totale di 78 differenti carte.
Gli Arcani Maggiori costituiscono il gruppo di carte più importante, perchè rappresentano la prima parte del processo di conoscenza, in altre parole, definiscono l’insieme degli avvenimenti che compongono la crescita spirituale dell’uomo.
Gli Arcani Minori sono in tutto 56 ed hanno il compito di indicare gli effetti prodotti dagli eventi descritti con l’ausilio degli Arcani Maggiori. Le 56 carte degli Arcani minori si dividono in quattro gruppi, chiamati comunemente “Semi”. I quattro semi del mazzo di carte del Tarocco di Marsiglia sono: i Denari (chiamati anche Ori), le Spade, le Coppe ed i Bastoni.
Per concludere, bisogna sottolineare che nell’interpretazione dei Tarocchi, non ci si limita a prevedere avvenimenti o a descrivere determinate circostanze, ma si cerca, inoltre, di aiutare l’individuo al fine di poter compiere sempre le scelte giuste, partendo da una piena consapevolezza della propria individualità spirituale.
Gli Arcani Maggiori
Il Giocoliere – La Papessa
La prima carta è il Giocoliere, che rappresenta anche il primo Arcano maggiore del Tarocco di Marsiglia. Questa carta è rappresentata da un giovane in piedi dietro ad un tavolo sul quale sono disposti i suoi strumenti. In una mano tiene un disco e nell’altra una bacchetta. Il giocoliere ha il volto girato verso sinistra ed ha sulla folta chioma di ricci biondi, un cappello di colore rosso, verde e giallo. Il Giocoliere si trova in aperta campagna e secondo la storia rappresenta uno di quei personaggi dell’antichità classica che si guadagnavano da vivere intrattenendo la gente, facendo ammirare dei giuochi di destrezza. Questa carta dà una tendenza favorevole, ma non essendo formale non indica. Per conoscerla, occorrerà considerare la carta vicina. Tendenza alla dispersione nell’azione, alla mancanza d’unità nelle operazioni (indicata dalla infinita serie di combinazioni che si possono realizzare con i diversi oggetti presenti sul tavolo), questo è il significato divinatorio della carta del Giocoliere. Può voler dire anche iniziativa, abilità, astuzia, ciarlatano, autonomia e rigetto di qualsiasi tipo di pregiudizio. La seconda carta del Tarocco di Marsiglia è la Papessa. La Papessa, raffigurata da una donna vestita con la tiara pontificia, rappresenta, allo stesso tempo, il secondo Arcano maggiore del Tarocco di Marsiglia. La donna, seduta con un libro aperto sulle ginocchia, indossa un abito rosso cinto in un ampio mantello azzurro. I capelli sono coperti da un velo bianco che cade sulle spalle e sul capo c’è la corona. Questa immagine riconosce l’allusione ad un discusso fatto storico: la presunta esistenza d’un papa di sesso femminile. L’interpretazione divinatoria descrive la Papessa come una carta ricchissima come apporto di idee. Risolve i problemi, ma non li suggerisce. Rappresenta la saggezza, il campo d’azione della causa attiva ed intelligente, l’opposizione feconda dalla quale tutto si genera.
L’Imperatrice – L’imperatore
Passiamo ora alla descrizione della terza e della quarta carta. Il terzo Arcano maggiore del Tarocco di Marsiglia è raffigurato dall’Imperatrice. Questa carta ritrae una donna incoronata, seduta su di un trono, nella mano destra tiene uno scudo, mentre con la sinistra stringe uno scettro. L’Imperatrice è ritratta di faccia, con le ginocchia divaricate ed i piedi nascosti sotto la veste, di color rosso e azzurro. Dalla corona spuntano fuori dei capelli bianchi che scendono fin sulle spalle. Intelligenza, riflessione, affidabilità, ricchezza e fecondità, sono queste le principali caratteristiche che caratterizzano la figura di questa carta. Altri significati utilitari che meglio definiscono l’Imperatrice sono: la speranza e l’equilibrio, miglioramento e il rinnovo di una situazione preesistente. La quarta carta, che descrive allo stesso tempo il quarto Arcano maggiore del Tarocco di Marsiglia, è l’Imperatore. Raffigurato con l’usuale corona, l’uomo è seduto su di un trono con le gambe incrociate, tiene nella mano sinistra uno scettro sormontato da una croce. L’Imperatore, ritratto con baffi e barba, ha i capelli bianchi ed è vestito con una tunica rossa; indossa una vistosa collana gialla ed è seduto sul trono col gomito destro poggiato sul bracciolo. In primo piano a destra, si nota uno scudo marcato da un’aquila che rivolge lo sguardo verso sinistra, a differenza di quella raffigurata nella carta dell’Imperatrice che invece guarda verso destra. Questa carta esprime, l’energia, la magnificenza e il potere, ma anche la grazia e la misericordia. L’imperatore è espressione della bontà creatrice, rappresenta la volontà, la fermezza ed il rigore, è una figura che infonde positività. Uno spirito dominatore capace di influenzare gli altri senza però lasciarsi influenzare, dotato di una sorta di intelligenza equilibrata che non oltrepassa il piano utilitario.
Il Papa – L’Innamorato
Esamineremo a questo punto il quinto Arcano maggiore del Tarocco di Marsiglia, il Papa. La quinta carta ritrae un gruppo composto da tre persone, dei quali quello visto di faccia è seduto su di una poltrona, con la mano destra alzata in segno di benedizione e la mano sinistra che cinge, invece, un’asta con una croce papale. Gli altri due personaggi sono in piedi, di spalle, volti verso il primo. I capelli, la barba ed i baffi del Papa sono bianchi. La figura del Papa presenta, dal punto di vista iconografico, alcuni aspetti rilevanti. In particolar modo la forma della tiara indossata dal Papa, potrebbe darci indicazioni circa l’epoca nella quale l’immagine del Tarocco è stata disegnata. Il copricapo usato dai Pontefici, si potrebbe credere un oggetto liturgico e pertanto immutabile, è stato invece oggetto di diverse variazioni nel corso dei secoli. La tiara, è il simbolo dei mondi su cui regna il Pontefice e, dato che in questo caso presenta due corone, simbolo del biregnum, l’immagine del Papa del Tarocco di Marsiglia, deve risalire al più tardi alla fine del XIII secolo. La carta che ritrae il Papa indica severità, autorità, coscienza, punizione, dovere, legge morale. Certezza, sicurezza, assenza di dubbio, il Papa rappresenta una forma attiva dell’intelligenza umana, non dà che delle soluzioni logiche. Il sesto Arcano maggiore del Tarocco di Marsiglia è raffigurato dalla carta dell’Innamorato. Nell’immagine si scorge un uomo, tra due donne, bersaglio di un angioletto volante, che si prepara a scoccare dall’arco una freccia proprio in direzione dell’uomo. L’uomo volge lo sguardo verso la donna di sinistra, è vestito con una tunica a strisce verticali ed ha gambe piedi nudi. Alle spalle dell’angioletto dai capelli biondi, si nota un disco solare dal quale si staccano ventitrè raggi in forma di punte. In diverse immagini antiche si vedono coppie di innamorati spesso in presenza d’un cupido, ma l’idea fondamentale di questa allegoria è la scelta tra due vie differenti. L’Innamorato descrive la bellezza, l’amore, la sentimentalità, le aspirazioni, ma indica anche tentazione, dubbio, incertezza, indecisione. E’ una carta d’unione, e rappresenta in alcuni casi una scelta da fare.
Il Carro – La Giustizia
Parliamo adesso del Carro, il settimo Arcano maggiore del Tarocco di Marsiglia. Nella figura si vedono due cavalli che tirano un carro, sormontato da un baldacchino, nel quale si trova un uomo incoronato, con uno scettro nella mano destra. Il Carro presenta nella parte anteriore uno scudo sul quale sono scritte le lettere S ed M. La carta, secondo le interpretazioni classiche, propone una rappresentazione del Dio Osiride sul suo carro trionfale. La traduzione divinatoria della carta, ci parla di vittoria, trionfo, talento, del successo legittimo e dell’ambizione. La carta indica inoltre, buona salute, grande attività, forza, ma può rappresentare anche una notizia imprevista. L’ottavo Arcano maggiore del Tarocco è raffigurato con la carta della Giustizia. Questa carta ritrae una donna, seduta su di un trono, che nella mano destra impugna una spada e nella sinistra regge una bilancia, con i piatti in perfetto equilibrio. La bilancia rappresenta la missione equilibrante della Giustizia, mentre la spada ne simboleggia la sua potenza distributiva. Questo tipo di raffigurazione, mediante una donna che tiene in mano una bilancia, risale probabilmente al periodo dell’arte romana. La carta è sinonimo di legge, equilibrio, imparzialità, integrità morale e indipendenza di spirito. Tra i vari significati utilitari rinveniamo, chiarezza di giudizio, ricerca di metodo, onestà, regolarità e disciplina. Se però, la si legge ed interpreta capovolta, può indicare una condanna ingiusta, una perdita, essere vittima di un determinato fatto.
L’Eremita – La Ruota della Fortuna
In questo articolo spiegheremo il significato divinatorio della carta dell’Eremita e della Ruota della Fortuna, rispettivamente nono e decimo Arano Maggiore del Tarocco di Marsiglia. La prima è raffigurata da un uomo, col bastone, che alza con la mano destra una lanterna all’altezza del volto; ha lo sguardo rivolto verso sinistra. Nel quadro inferiore della carta è scritto, solitamente, il nome dell’Arcano: Heremita (scritto volutamente con l’h in riferimento al Dio greco Hermes). Il vero significato di questa figura viene evidenziato nella lanterna che il personaggio tiene nella mano destra, simbolo della ricerca di qualcosa. L’Eremita esprime l’esperienza, la tradizione, la prudenza. Indica discrezione, isolamento, castità. Uno spirito meditativo avulso da qualunque tipo di fatuità, dal carattere taciturno, serio, timoroso, scettico. La lanterna rappresenta la luce, il chiarimento, che porterà alla risoluzione di un problema, di una situazione pendente. Può indicare anche un segreto che presto sarà svelato. Arriviamo quindi, al decimo Arcano maggiore del mazzo di carte più utilizzato in cartomanzia, la Ruota della Fortuna. Nel centro di questa carta notiamo un cerchione di una ruota, a sei raggi, sostenuta da un apparecchio di legno. Sulla ruota vi sono, aggrappati, tre curiosi animali gialli. In questo caso, il simbolismo relativo alla Fortuna, non ha nulla di certo o di attribuibile ad una data precisa nel tempo. Solitamente l’unico aggettivo usato per descrive la fortuna è, cieca viene raffigurata quindi, a volte, con una dea bendata posta dietro la figura della ruota, per farla girare. L’interpretazione divinatoria della carta, ci indica che la Ruota della Fortuna rappresenta un destino propizio,una situazione vantaggiosa, ma instabile. Benefici transitori. Qualunque siano gli avvenimenti che si presentano nella vita del consultante questi vanno verso una evoluzione positiva, un cambiamento favorevole.
La Forza – L’Appeso
L’undicesimo Arcano maggiore del Tarocco di Marsiglia è la Forza. In questa carta troviamo una donna che tiene tra le due mani la bocca di un leone. Si vede chiaramente la testa dell’animale di profilo, la bocca rivolta verso l’alto, con la mano destra della donna che gli solleva il labbro e la sinistra che gli abbassa la mascella. La donna ha un cappello azzurro, giallo e bianco, simile a quella del Giocoliere. La Forza, simboleggiata dall’uomo che prevale sull’animale più forte, il leone, e quindi sulla natura, viene celebrata con questa suggestiva immagine. Energia, potere, trionfo della ragione e della virtù, coraggio, volontà di vincere gli avvenimenti e padronanza della situazione, queste sono le caratteristiche principali della Ruota della Fortuna. L’Appeso è, invece, il dodicesimo Arcano maggiore ed è descritto da un uomo sospeso per un piede ad un pezzo di legno trasversale, che a sua volta è sostenuto da due alberi con i rami tagliati. La testa dell’Appeso si trova al livello della base degli alberi. Le sue mani sono nascoste dietro il busto e la gamba destra, quella non legata, è piegata dietro l’altra all’altezza del ginocchio. Lo sfondo non è colorato. L’ immagine di questa carta riproduce un tipo di tortura che come accertato dalla storia, venne spesso inflitta ai cristiani dei primi secoli. L’interpretazione divinatoria del dodicesimo Arcano maggiore descrive l’Appeso come una carta che non decide, una carta che indica cose non sufficientemente mature. Mancanza di determinazione, indecisione, ma anche abnegazione, dedizione, amore non condiviso.
La Morte – La Temperanza
Altre due carte fondamentali nell’interpretazione divinatoria del Tarocco di Marsiglia sono: la Morte e la Temperanza. La Morte è il tredicesimo Arcano maggiore. Uno scheletro con la falce tra le mani è la figura centrale di questa carta. Dal suolo, nella parte bassa dell’immagine, fuoriescono mani e teste. Si noti come la carta della Morte viene proprio in coincidenza del tredicesimo Arcano, il numero tredici, infatti, è considerato di malaugurio nel mondo cristiano. La Morte assume il significato del principio secondo cui tutto si trasforma. Mutamento. L’incedere inesorabile dell’evoluzione. La carta indica, inoltre, fatalità, disillusione, tristezza, lutto. Potrebbe suggerire una probabile eredità o l’arresto di qualche cosa. Arriviamo, quindi, al quattordicesimo Arcano maggiore del Tarocco, la Temperanza. Questa carta è raffigurata da un angelo con il volto di donna che versa in un vaso rosso, il contenuto di un altro vaso di color azzurro. Tre linee ondulate li uniscono e figurano il prodotto travasato. L’iconografia cristiana ci fa sapere che l’immagine d’una donna che versa un liquido da un vaso ad un altro è un’allegoria molto usuale nel Medio Evo, per simboleggiare la virtù della temperanza. E’ il fluido che restituisce la forza spesa. Il liquido rifocillante. Fontana di giovinezza. Calma, tranquillità, salute, buona circolazione, capacità d’adattamento. Sensibilità al cambiamento e alle influenze. Queste le caratteristiche principali della carta della Temperanza.
Diavolo – La Torre di Babele
Il quindicesimo Arcano maggiore del Tarocco di Marsiglia è il Diavolo. Un essere androgino alato, con le corna, è ritratto al centro dell’immagine della carta; sotto di lui più piccoli, da ciascun lato, ci sono un uomo ed una donna. Entrambi sono incatenati ad un anello fissato ad uno zoccolo, sul quale si erge il Diavolo, e sono dotati di attributi animali. Dalla testa escono delle corna nere, hanno la coda e le zampe. La figura centrale, il Diavolo, si presenta vestito semplicemente di brache azzurre, tenute da una cintura rossa; il petto nudo. Nell’antichità Satana era rappresentato soprattutto con un dragone o con un serpente. Come riferisce già il racconto della tentazione di Eva nella Genesi. Sotto il profilo divinatorio la carta del Diavolo viene considerata come il serbatoio della vitalità di tutti gli esseri umani. L’energia nella sua doppia accezione, positiva e negativa. Arti magiche, stregonerie, malefizio. Lussuria. Intemperanza. Perversione. Sul piano materiale possiede una grande potere di influenza, nella realizzazione concreta degli obiettivi. La vittoria però, è spesso ottenuta con mezzi illeciti, fortuna acquisita senza averne meriti. Per questo motivo, il Diavolo è una carta che annuncia punizione, castigo. Dal punto di vista della salute, implica una complicazione, un progressivo aumento del male. La Torre di Babele è, invece, il sedicesimo Arcano maggiore del Tarocco di Marsiglia. Nell’immagine si distinguono due uomini che cadono da una torre, colpita da un fulmine. Lo sfondo è incolore, uno dei due uomini cade davanti alla torre, mentre l’altro dietro. L’interpretazione divinatoria descrive la Torre di Babele come uno spirito imprigionato nella materia, l’appetito insaziabile che anima il corpo, l’ambizione. Ma anche, eccessi ed abusi. Megalomania. Presunzione. La carta indica il pericolo di perseverare in una certa direzione, in un’idea fissa. Sul piano fisico rappresenta un progetto bruscamente interrotto, un colpo di scena, uno choc.
La Stella – La Luna
Arriviamo all’analisi del diciassettesimo Arcano maggiore del mazzo di carte del Tarocco di Marsiglia, la Stella. Una donna, con un ginocchio per terra, vuota il contenuto di due vasi in uno specchio d’acqua; nel cielo alle sue spalle vi sono delle stelle. La donna è completamente nuda, con i capelli sciolti che le scivolano sulle spalle. Pare che la disposizione simmetrica delle stelle rappresenti la costellazione delle Pleiadi: una grande stella centrale, attorno alla quale ruotano sette stelle più piccole. La donna consolatrice ridà animo all’uomo stanco per le dure fatiche dell’esistenza. La carta della Stella identifica, secondo il linguaggio divinatorio, la notte ed i suoi misteri, la bellezza obiettiva, il culto del bello. Un ulteriore significato, più utilitario, è dato dalla soddisfazione, dall’armonia. Irradiazione dell’equilibrio. Il diciottesimo Arcano maggiore è la Luna. L’elemento centrale di questa carta è il disco lunare, nella cui concavità, vi è disegnato un profilo d’uomo, che guarda verso il basso. Lo sfondo è azzurro. Ci sono, disposte attorno al disco lunare, diciannove “lacrime” rivolte con la punta in basso. La tradizione popolare ci insegna che si può immaginare di distinguere un viso nel contorno del disco lunare, come un volto visto di profilo. L’interpretazione della carta della Luna, ci porta a definirla quasi come un teatro dove si rappresenta l’intera vita umana, le fantasie, le stravaganze, errori e pregiudizi. La superstizione, la curiosità, la schiavitù materiale. Può essere considerata anche come un pericolo, un’insidia. Molto dipende chiaramente dall’interpretazione data dal consultante.
Il Sole- Il Giudizio
Il Sole ed il Giudizio sono le due carte che esamineremo in questo spazio. Il Sole è la diciannovesima carta del Tarocco di Marsiglia. Questo Arcano maggiore è raffigura due fanciulli, in piedi, davanti ad un muro, sotto un enorme sole con la faccia umana. Dal Sole, circondato da sedici raggi di forma diversa, sembrano cadere delle gocce colorate a forma di lacrime. Questa carta non presenta alcuna particolarità dal punto di vista iconografico, soltanto i due fanciulli, potrebbero sembrare una allusione astrologica al segno dei Gemelli. Il Sole è la luce sovraumana che illumina tutti gli spiriti, la lucentezza dello spirito che dissipa l’oscurità. Il vero sapere, al cospetto del quale si dileguano ombre e dubbi. Indica anche gloria, onori, celebrità, ma anche vanità, elemento di trionfo e di riuscita. Arriviamo, quindi, al ventesimo Arcano maggiore del Tarocco: il Giudizio. Nella parte alta della carta notiamo in cielo, una nuvola, sulla quale si trova un angelo che tiene in mano una tromba ed un gagliardetto. Nella parte inferiore, si distinguono tre personaggi, nudi, dei quali uno girato di spalle. Le mani dei personaggi sono giunte, in preghiera e i loro corpi sembrano uscire da una sorta di sarcofago, per indicarne la Resurrezione. La carta del Giudizio rappresenta lo Spirito Santo, la liberazione dai legami corporali. L’uomo è quindi in comunicazione con lo spirito divino. Tra i vari significati divinatori ricordiamo la sublimazione, la divinazione, la liberazione. Estasi dionisiaca. E’ una buona carta il Giudizio, mostra la volontà dell’uomo a raggiungere uno stato superiore, i suoi desideri d’elevazione.
Il Mondo – Il Matto
Il Mondo è la penultima carta del Tarocco di Marsiglia. Il ventunesimo Arcano maggiore, è descritto da quattro figure, ritratte nei quattro angoli dell’immagine. Le quattro figure evocano un’aquila, un leone, un cavallo ed un angelo. Al centro della carta, in una ghirlanda ovale, troviamo una donna che danza. E’ coperta con un velo, posato sulla spalla sinistra, ed ha in mano una bacchetta. Nei due angoli superiori della carta sono rappresentati a destra un’aquila gialle, a sinistra un angelo vestito di bianco ed azzurro, che guarda verso il basso. Ai due angoli inferiori si vedono a sinistra un cavallo rosa, di tre quarti, a destra un leone giallo. Questa carta mette in evidenza due aspetti differenti: il primo è quello della donna, nella ghirlanda, l’altro è quello del globo, il Mondo. La figura della donna rappresenta l’aura di santità, la gloria divina che come una nube di luce irradia gli eletti. L’aquila, il leone, il cavallo e l’angelo descrivono il modo terrestre, l’universo. Il Mondo è il Regno di Dio. Il tempio ideale, la perfezione. Questa carta però è prettamente individuale e non può interpretarsi, né adattarsi al maschile. Se un uomo la consulta, essa ne rappresenta i suoi pensieri, ma non la sua individualità. Se al contrario è una donna a consultarla la carta mostra la sua personalità, più che i suoi pensieri. Il Matto è l’ultimo Arcano maggiore del Tarocco di Marsiglia. Per questa figura non è indicato alcun numero. Al centro dell’immagine si vede un uomo che cammina con un bastone in mano, ed un altro sulla spalla, sul quale è legato in cima un piccolo sacchetto. E’ vestito come un giullare d’un tempo. Indossa sulla testa un curioso berretto giallo. L’immagine non richiama nulla di particolare nell’iconografia storica. Raffigura un vagabondo che cammina senza preoccupazione di quello che lascia dietro di sé, né di che cosa l’attende. Le interpretazioni divinatorie di questa carta individuano nel Matto, quello che oltrepassa la nostra comprensione, l’irrazionale, l’assurdo, l’irresponsabilità, l’incoscienza, l’alienazione, la follia.
Gli Arcani Minori
Gli Arcani Minori esprimono il loro valore se messe in relazione con gli Arcani Maggiori. In varie tipologie di disposizioni, le carte sono impiegate tutte e 78, secondo vari ordini. Una corretta interpretazione delle carte del Tarocco di Marsiglia, prevede una eguale considerazione, tanto per il significato divinatorio delle figure, quanto per quello delle carte numerate. Bisogna tener conto, inoltre, che ogni “seme” esercita la propria influenza su uno specifico aspetto della vita. Il seme dei Denari, ad esempio, attiene alla ricchezza ed ai soldi; le coppe si rapportano alla sfera sentimentale, all’amore. Il seme dei Bastoni rappresenta il pensiero, l’intelligenza, mentre al seme delle Spade corrisponde la giustizia, la legge.
Esaminiamo nel dettaglio anche l’interpretazione divinatoria attribuita ad ogni singola carta numerata. L’Asso simboleggia l’inizio, la creazione, la vita. Il Due identifica il contrasto tra il bene e il male Dualismo comportamentale. La carta del Tre rappresenta la realizzazione, la soddisfazione, il compimento. Il Quattro è simbolo di stabilità, di sicurezza, del raggiungimento di un traguardo. Il Cinque è espressione di libertà: libertà di pensiero, di agire e di amare; può rappresentare, però, nella sua accezione contraria anche un impedimento. La carta del Sei simboleggia l’equilibrio in amore come nel lavoro, anche se l’interpretazione divinatoria negativa suggerisce incertezza, titubanza. Il sette è il numero che indica la perfezione, esprime il successo, la conquista, la vittoria; l’Otto vuole dire stabilità. Il Nove si collega alla sfera spirituale, alla riflessione, mentre il Dieci è sinonimo di fortuna.
Per quanto concerne le figure, invece, troviamo il Fante, che rappresenta la concreta possibilità che qualcosa si realizzi. La riuscita di un progetto tanto atteso. La figura del cavallo indica l’azione, la dinamicità, l’energia. L’immagine della Regina simboleggia la razionalità, la sapienza, il buonsenso, mentre la figura del Re esprime vigore e potere. Il Re è l’autorità, il rafforzamento dell’azione cominciata dai Fanti e conclusa dai Cavalli.
